Quale massetto scegliere per gli impianti di riscaldamento a pavimento

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Veneta Massetti

Un decennio fa in Italia, quando si è iniziato ad utilizzare gli impianti di riscaldamento a pavimento, non vi erano ancora informazioni certe di quale massetto mettere sugli impianti stessi, che potessero garantire un buona conducibilità termica.

Gli impianti annegati nel massetto non sono la soluzione tecnica ideale, ma purtroppo molto spesso è l’unica soluzione – o quantomeno quella economicamente e tempisticamente preferibile – per realizzare impianti di facile gestione (p.e. un impianto elettrico con i corrugati che fanno molte curve non è il massimo per l’infilaggio dei cavi: più il corrugato è diretto, meglio è per tutti).

Gli impianti possono essere passati a parete, magari nella parte alta delle pareti dove non arrivano porte e finestre e dove, tra l’altro, difficilmente arriveremo ad attaccare quadri o pensili: dall’alto quindi scenderanno delle “calate” fino ai frutti, posti in basso.

Questa soluzione scoccia un po’ agli impiantisti perché l’infilaggio va fatto tutto stando su scale e trabattelli da cui bisogna salire e scendere in continuazione, invece che comodamente a terra in cui ci si sposta ovviamente più velocemente.

Lo svantaggio estetico è che le scatole di derivazione saranno a vista, nella parte alta della stanza, e potrebbe capitare anche che ce ne debba essere più d’una in una sola stanza (ma un bravo architetto deve anche saper indicare all’impresa i punti “meno peggiori” dove posizionare le scatole).

Se dovete controsoffittare, anche solo in parte, si può sfruttare lo spazio di risulta per passare gli impianti, anche “a vista”.

Più o meno lo stesso discorso lo si può fare con l’impianto idrico di adduzione: le tubazioni di acqua calda e fredda possono salire e poi riscendere verso i punti di utenza.

L’unico impianto che potrebbe avere problemi a fare su e giù è quello termico, dove se la nostra caldaia non ha sufficiente potenza si rischia una perdita d’efficienza notevole: ma in casi estremi si può far passare in alto anche questo.

Tutto ciò ha una sua ragione nel momento in cui abbiamo spazi ridotti per fare il nostro massetto.

Nelle ristrutturazioni, la quota di massetto è vincolata da diverse quote fisse precedenti, come per esempio la porta d’ingresso, le porte-finestre verso terrazzi o balconi, insomma in generale la quota del pavimento precedente.

Possibilmente, sarebbe meglio avere uno solo degli impianti con i passaggi a terra

Se a passare nel massetto è uno solo degli impianti interessati: generalmente le tubazioni non hanno mai diametri superiori ai 25-30mm (sia che si parli di termico che di elettrico) e, evitando quindi gli incroci tra tubazioni dello stesso impianto, non si avranno mai pericolose sovrapposizioni.

Se si devono fare più impianti nel massetto, cercare di evitare le sovrapposizioni o, se sono indispensabili, verificare che al di sopra della sovrapposizione di impianti vi sia sufficiente spessore di massetto.

Le tubazioni impiantistiche non necessariamente devono incrociarsi: comunque è meglio far posare prima l’impianto termico, che è quello che ha maggiori vincoli sullo sviluppo e sulle curve dei tubi, e poi quello elettrico.

Se ci sono già due impianti a terra, il terzo è sempre da sconsigliare anche in assensa di sovrapposizioni.

Ok, ce l’avete messa tutta ma è proprio impossibile rinunciare alle sovrapposizioni di impianti? Ecco le regole d’oro: fare in modo che lo spessore totale del massetto sia tale che nella zona al di sopra della sovrapposizione vi siano almeno 2cm di massetto, 1,5cm è proprio il minimo sindacale.

Sulla sovrapposizione ed intorno ad essa far annegare nel getto una rete elettrosaldata dal diametro piccolo o anche una rete metallica: aiuterà le prestazioni meccaniche ed anche la dispersione delle sollecitazioni prima del getto, versare del cemento liquido (con la consistenza del fango, non troppo liquido) sulla sovrapposizione e lasciarlo maturare qualche giorno: in questo modo gli incroci verranno “cementati” aumentando le prestazioni meccaniche degli strati superiori del massetto

Evitare che la sovrapposizione impiantistica riguardi fasci di tubi numerosi: nel cantiere del mio amico erano sovrapposti sei tubi del riscaldamento uno a fianco all’altro, posati sopra dieci tubi dell’elettrico affiancati: sarebbe stato opportuno spargere la grossa sovrapposizione in sovrapposizioni più piccole.

Evitare, anche con la forza bruta, che venga forata o grattata la soletta del solaio per abbassare la quota degli impianti: se non c’è abbastanza spessore di massetto, evitare le sovrapposizioni impiantistiche punto e basta.

Considerando che le tubazioni elettriche sono generalmente del 20 o del 25 e che quelle termiche coibentate arrivano a 30mm, per fare un lavoro ben fatto dovremmo avere ALMENO 7cm di spessore totale nel punto della sovrapposizione, così da avere almeno un centimetro e mezzo di massetto sopra gli impianti.

Mettere i tubi rigidi al di sopra di quelli morbidi: i corrugati elettrici hanno una certa rigidezza (che non possiamo chiamare resistenza: sono semplicemente meno deformabili) rispetto per esempio a quelli del termico (la coibentazione esterna è morbida e non offre nessuna resistenza).

Sarebbe opportuno che i corrugati con maggiore rigidezza superficiale stiano al di sopra di quelli più morbidi.

Se il massetto lo si sta facendo con un prodotto premiscelato (ovvero i sacchi in cui sono già premiscelate le giuste quantità di cemento ed inerti, a cui va aggiunta solo acqua), che è senz’altro una cosa buona, leggere e fate rispettare la scheda tecnica di posa del prodotto.

Ciascuna casa produttrice di materiali per edilizia fornisce le schede tecniche dei propri prodotti in cui è indicata la corretta posa, oppure in cui sono indicati i materiali da usare per il corretto fissaggio o ancora le regole generali da seguire in alcuni casi-tipo.

Nei massetti in genere si distinguono due casi tipici: massetto ancorato al solaio oppure flottante.

Il massetto ancorato in pratica aderisce alla soletta del solaio diventandone quasi un elemento compenetrato: rappresenta il modo “classico” di realizzare le caldane, ma con le tecnologie attuali sarebbe opportuno che venisse usato soltanto quando gli spessori utili sono ridotti, perché invece il massetto “flottante” o “desolidarizzato” rappresenta la migliore soluzione tecnica oggi disponibile: svincolato dal solaio e, quindi, dalla struttura portante del fabbricato, grarantisce un supporto molto stabile per qualunque tipo di pavimentazione.

Tuttavia nelle ristrutturazioni di edifici di notevole età, diciamo superiori ai 30-40 anni di età, sarebbe opportuno rifare sempre i massetti ancorati, ancor meglio se debolmente armati, quantomeno per contribuire un poco alla robustezza del solaio.

Massetti flottanti o ancorati hanno diverse peculiarità delle opere preparatorie: per quello ancorato ci vuole una boiacca che garantisca l’aggancio tra soletta e caldana; per quello flottante invece è necessario un materassino perimetrale da posare sulle murature per assorbire eventuali micromovimenti del manufatto (non è inutile comunque anche su quello ancorato).

Sarebbe opportuno controllare che queste procedure venissero rispettate.

Il massetto con impianti ideale è composto da due strati: una caldana a contatto con il solaio e ad esso solidale, dello spessore che serve, ed il massetto vero e proprio, flottante, separato dalla caldana da un foglio di polietilene.

Il massetto così fatto dovrà avere uno spessore minimo di almeno 4cm perché in questo caso è bene che sia armato con rete elettrosaldata.

Detto fra noi, è difficile che nelle ristrutturazioni avrete a disposizione lo spazio giusto per fare questo tipo di massetto, perché servirebbero non meno di 8cm complessivi: in questo caso però gli impianti possono incrociarsi a volontà senza particolari preoccupazioni (evitare comunque sempre sovrapposizioni di fasci numerosi di tubi).

Si usava un normale massetto sabbia e cemento con un additivo fluidificante, che doveva avere la funzione di ridurre le bollicine di aria che si sarebbero create nella stesura dell’impasto.

Per dei massetti perfetti per il tuo impianto termico a pavimento rivolgiti a Veneta Massetti!

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